Penne d'Artista 

 

(2007)

 

 

 

 

Shanti '07

 

Vi racconto una semplice storia.

 

C’era una volta un artista -a dire il vero lui non sapeva, o meglio non ricordava di esserlo- che non vedeva blocchi di marmo ma splendide statue nascoste al loro interno, non vedeva tele bianche ma splendidi dipinti, non vedeva nudi pentagrammi ma splendide sinfonie, non vedeva fogli vuoti ma splendide poesie… insomma, non vedeva la realtà ma lo splendore che vi era dentro, sopra, sotto, intorno.

Sapeva bene che non poteva raccontare ciò che vedeva -l’avrebbero preso per matto- ma che doveva dare, prima, una forma alle proprie visioni.

Però… non sapeva scolpire, dipingere, comporre musica, scrivere poesie. Non aveva mai usato pennelli, scalpelli ma era certo che con una bacchetta magica sarebbe riuscito a far comparire nella realtà quelle splendide meraviglie che lui vedeva e che dovevano solo essere guardate per essere viste da tutti.

Già, guardate da chi andava di corsa al lavoro, da chi spingeva un carrello al supermercato, da chi si sedeva stanco davanti ad un televisore.

Semplice, ma per nulla facile!

Sì, ci voleva proprio una bacchetta magica e… anche un miracolo, direte voi.

Beh, i miracoli basta chiederli, sono lì a disposizione di tutti.

La bacchetta doveva essere qualcosa di un po’… particolare ma l’importante era che fosse assai semplice da usare.

Una specie di penna d’artista che avrebbe potuto scolpire, scrivere musica, dipingere e già che c’era, curare, guarire, riequilibrare, armonizzare.

Oh, la penna non avrebbe fatto nulla -avete mai visto una bacchetta magica fare magie?- e a dire il vero nemmeno l’artista avrebbe fatto nulla.

Allora, direte, dove sta il trucco? Chissà, forse un bambino, una donna o un uomo che si trovano una bacchetta magica in mano, potrebbero d’un tratto… "ricordare" e svelare a sé e agli altri lo splendore nascosto dentro e intorno alla realtà.

Ma allora, perché non dare direttamente queste bacchette a chi stava prendendo l’autobus, a chi stava andando a scuola, a chi era in coda all’ufficio postale?

Così nacquero le Penne d’Artista e tutti, o quasi, cominciarono a cogliere miracoli come fiori in un immenso prato e a divertirsi ad essere… chi erano veramente.

 

Vi ho raccontato una semplice storia.

O forse vi ho raccontato una storia così semplice... da non crederci.

 

 

 

SCHEDA TECNICA

 

 

 

 

Le Penne d’Artista (L 170 mm , ø 13 mm) sono composte da tre elementi.

 

·         Un contenitore in vetro

·         Un conduttore in rame

·         Un mezzo

 

All’interno del contenitore -una provetta in vetro temprato- è posta una spirale destrorsa in rame che termina con una serie di avvolgimenti ravvicinati. L’intero contenitore è percorso da una barra di rame biterminata ed è chiuso da una sequenza di corone cilindriche sempre in rame, ricoperte da uno strato di gommalacca. 

Il mezzo, ovvero il contenuto, appartiene al mondo minerale e vegetale: quarzi, cortecce, semi, radici.  

 

 

                           

 

Le Penne sono ospitate in una confezione in legno con apertura scorrevole e adeguatamente protette da urti o eventuali cadute.

Sulla confezione è riportata una scritta in ideogrammi che significa letteralmente: “Di Chi Percorre la Via dell’Arte senz’Arte”

 

 

 

LA PROGRAMMAZIONE

 

 

 

 Ogni Penna, appena terminata, è stata programmata seguendo questo protocollo.

 

·         Pongo la Penna all’interno di un semplice cerchio vuoto tracciato su carta, il simbolo di Mushin, la “Non Mente", dove tutte le riflessioni intellettuali cessano, dove nulla manca e dove nulla è di troppo.

·         Chiedo l’aiuto di Tutto Ciò che E’, degli Spiriti Guida, dei miei Fratelli Maggiori affinché siano loro a procedere nella programmazione ed io non costituisca che la punta in graffite della matita con cui il tutto verrà scritto.

·         Con un pendolo egiziano in rotazione antioraria, invito ogni energia che abbia assunto forma di paura, restrizione, occlusione, povertà, disequilibrio etc. eventualmente presente in ognuno dei tre componenti -qualunque ne sia stata la causa, umana o naturale- ad abbandonare la Penna e a ricongiungersi alla Madre Terra che attraverso i suoi elementi (Aria. Acqua, Terra, Fuoco, Etere) provvederà a ripristinare l’equilibrio perduto e a restituire tali energie, perfettamente neutre, a chi ne necessiterà. Ringrazio queste energie per aver permesso ai componenti la Penna di giungere fin qui.

·         Invito lo Spirito del Vetro, lo Spirito del Rame, lo spirito del Mezzo (cristallo, albero…) a prendere dimora all’interno dei loro rispettivi elementi appena portati allo stato di neutralità e quindi pronti ad accoglierli.

·         Invito lo Spirito del “Mushotoku”, cioè del “Senza scopo né profitto, senza oggetto né intenzione, senza fine né progetto” ad unire in un solo abbraccio i tre Spiriti componenti e a fondersi tutti insieme nello Spirito della Penna d’Artista.

·         Chiedo che la Penna -d’ora in poi si intenda lo Spirito della Penna-, se rivolta dalla parte della base verso la sede di un dolore, di una patologia, di un malessere -in questo caso alla presenza della persona- o verso un problema, una questione da risolvere, un evento, un trauma, una persona assente in difficoltà -in questo caso tramite un testimone biologico, energetico, artificiale, naturale-, senta, percepisca il disequilibrio, la disarmonia, la dissonanza e la riconosca. Ciò potrà avvenire indirizzando semplicemente la base della penna verso la parte del corpo dolorante o verso il testimone, oppure appoggiandola o ancora ruotandola in senso antiorario. Per precauzione, durante tale fase non si indirizzerà la punta della Penna verso il proprio corpo.

·       Chiedo che l’energia dissonante che ha accompagnato la patologia, il malessere, il dolore, sveli il preziosissimo e inestimabile Dono in lei racchiuso. Il Dono, il segno, l’indicazione è la ragione ultima dell’esperienza di ogni essere umano in questa dimensione, è qualcosa di intimo, di privato, di inalienabile che se non accettato verrà nuovamente offerto in altra forma, sotto altre vesti.

·         Chiedo che ogni energia disarmonica venga estratta e segua il percorso verso l’esterno indicato dalla spirale in rame e dal biterminato situato lungo l’asse centrale della Penna, per essere affidata alla Terra e ai suoi elementi (Terra, Aria, Acqua, Fuoco, Etere), da loro riportata allo stato di neutralità e quindi restituita per essere riutilizzata.

·         Chiedo espressamente che fluendo verso l’esterno, tale energia affidi al mezzo contenuto nella Penna (cristalli, corteccia, semi, radici…), il Dono, la lezione che deve essere appresa, fatta propria, onorata dal soggetto in questione. Chiedo quindi al mezzo stesso di impregnarsi del Dono e di trattenerlo al proprio interno in virtù dell’intrinseca natura non duale che caratterizza un minerale o un vegetale e che gli fa percepire l’energia nel suo valore assoluto e non relativo di luce e buio, vita e morte, amore e paura.

·         Obbedendo alla legge che “Là dove si toglie, si deve poi immettere” -con il pendolo egiziano in rotazione oraria-, chiedo che ruotando la Penna e indirizzandone la punta verso la sede del dolore o verso il testimone, questa funga da convogliatore dell’Energia Universale che regola il moto delle galassie e tiene in equilibrio gli universi, l’Energia di Tutto Ciò che E’, l’Energia di Luce, Equilibrio, Armonia, Unità.

·         Chiedo che questo potente flusso di Energia Cosmica, nell’attraversare la Penna, prenda con sé il Dono trattenuto dal mezzo e lo restituisca, riconosciuto e svelato, alla persona o alla situazione affinché venga da questa amorevolmente accolto e accettato.

·         Chiedo quindi che tale Energia riporti l’equilibrio, l’armonia, la gioia, il sorriso, grazie all’avvenuta accettazione del Dono.

·         Chiedo che questo avvenga nel nome di Tutto Ciò Che E’, nel nome dell’Unità di tutte le cose, nel nome della non separazione tra Me e Te.

·         Se Così E’, E Così Deve Essere, Che Così Sia!

·         Chiedo inoltre che la Penna possa essere utilizzata, a discrezione dell’Artista, anche in altro modo, purché il suo uso sia sempre rivolto al ripristino dell’’Equilibrio e dell’Armonia.

·         Ringrazio e mi inchino di fronte a Chi ha permesso tale programmazione.

·         Fisso il tutto nella realtà ordinaria con il suono del tamburo sciamanico su cui, seguendo la Via della Scrittura “Shodo”, ho scritto il Sutra del Cuore e della Compassione, l’Hannya Shingyo.

 

 

 

ISTRUZIONI PER L’USO

 

 

 Shanti '07

 

Chiunque può usare una Penna d’Artista, non sono richieste conoscenze o abilità, anzi.  Anche un bambino -soprattutto un bambino- potrà stringere tra le dita una Penna e giocare a…

Innanzitutto, come scegliere una Penna?

Ogni Penna ha due elementi in comune, il contenitore in vetro e il rame al suo interno, mentre ciò che le differenzia è il contenuto, ovvero il “mezzo”.

La scelta avverrà per “simpatia”, per “risonanza”, per “affinità”, non certo per le proprietà intrinseche del materiale in essa contenuto che qui non entrano affatto in gioco.

Qualcuno potrà essere attratto dalle tenui sfumature del quarzo rosa, qualcun’altro dalle forti energie sprigionate dalla corteccia di due querce gemelle.

Per questo ho fotografato gli alberi che mi hanno donato frammenti della loro saggezza, alberi che non sono stati scelti a caso ma che risiedono su confluenze spazio-temporali di particolare intensità (chi vuole, potrà testarne radiestesicamente il livello energetico e indirizzare la propria scelta in base a tali risultanze).

Ho anche dato un nome alle singole Penne, per collegarle tramite la scrittura e il suono della voce, all’energia dell’albero-madre.

Beninteso, voi e io sappiamo bene che le Penne non sono altro che un “trucco”, una “bacchetta magica” e che non compiono alcun miracolo, non curano, non guariscono, non riequilibrano. Le Penne sono soltanto un modo concreto e visibile per onorare la realtà che ci ospita e per fornire la necessaria coreografia alla manifestazione del miracolo, della cura, della guarigione.

Oh, si potrebbe fare il tutto a mani nude, ma… bisognerebbe essere dei pranoterapeuti, dei master Reiki, dei guaritori riconosciuti e noi non lo siamo. Non lo siamo? Certo che lo siamo, semplicemente non ricordiamo come si fa. E allora, ben venga una bacchetta magica, una qualunque, una tra tante, realizzata con spirito Hishiryo (Senza Pensiero), con spirito Mushin (Senza Mente), con spirito Mushotoku (Senza Scopo).

E allora, si va!

C’è un’ alterazione dell’equilibrio naturale, uno spostamento del centro di gravità, una discontinuità nel fluire dell’esistenza che si manifesta con una patologia, un malessere, un dolore, una fatica, una paura, un’ansia, una malattia?

Sappiamo chi siamo? Conosciamo le infinite potenzialità che abbiamo racchiuse nello zainetto sulle nostre spalle? Abbiamo voglia di dare una spolverata alle nostre ali e di spiegarle in tutto il loro splendore?

Bene! Le discontinuità, i disequilibri, le disarmonie altro non sono che una splendida occasione che ciascuno di noi si è data per… ricordare, ricordare "Chi è" e soprattutto “Come si fa”.

Sì, d’accordo, non siamo un gran che quando ci guardiamo allo specchio, siamo pieni di difetti e soprattutto lontani mille miglia anche solo dal profumo di un miracolo. Ma se non proviamo ad essere chi siamo, non succederà nulla, assolutamente nulla. Se proviamo, invece, ci saranno buone probabilità che qualcosa accada.

E allora, facciamo finta, per un attimo, per un attimo soltanto di essere chi siamo veramente, tiriamo fuori una Penna dal suo astuccio, sì, una Penna Magica, una Penna d’Artista, perché noi, per un istante saremo Artisti, di quelli che giocolano con gli universi come fossero palline, di quelli che corrono a nascondersi mentre il tempo è là a contare dietro l’albero, di quelli che disegnano con un dito nell’aria una realtà su misura e la vedono materializzarsi un attimo dopo.

E con un Penna in mano, scriviamo ciò che desideriamo per noi, per i nostri genitori, per i nostri figli, per i nostri amici, per chi non conosciamo e per tutto ciò che ci circonda. Diventiamo i creatori che siamo e che siamo sempre stati, poi guardiamo la Penna, sorridiamole e posiamola, non ci servirà più.

Ah, già, le istruzioni per l’uso…

Beh, ciascuno di voi le ricorderà non appena… le vorrà ricordare.

Io non ho nulla da dirvi che già non sappiate.

Divertiamoci e non dimentichiamo che tutto è soltanto un gioco: uno splendido, magnifico, perfetto Gioco.

 

 

Le Anime Gemelle

(Querce)

 

                                        

 

 

 

L'Inchino

(Salice Bianco)

 

            

 

 

 

Oltre l'Orizzonte

(Pioppo Nero)

 

                                         

 

 

 

L'Alchimista

(Platano)

 

                                     

 

 

 

Il Folletto

(Ciliegio)

 

                                       

 

 

 

Il Guardiano

(Cedro Deodara)

 

                                   

 

 

 

L'Amore Racchiuso

(Betulla)

 

                                         

 

 

 

Rotolando, il Sasso Colpì...

(Bamboo)

 

                                         

 

 

 

Il Cielo Capovolto

(Pioppo Bianco)

 

                                          

 

 

 

Il Guerriero

(Abete Rosso)

 

                                        

 

 

 

Nell'Abbraccio, la Forza

(Sophora Japonica Pendula)

 

               

 

 

 

Il Cielo sopra Berlino

(Ontano)

 

              

 

 

 

Nessun Vinto, solo Vincitori

(Platano Acerifolia)

 

                                       

 

 

 

Su, verso il Cielo... e Oltre

(Cedro)

 

                                    

 

 

 

Oro

(Ginkgo Biloba)

 

                                          

 

 

 

Uno + Uno + Uno + ... = Uno

(Bagolaro)

 

                                         

 

 

 

L'Amore, al Centro

(Acero Piramidalis)

 

               

 

 

 

Dove termina il Sentiero

(Salice)

 

                                        

 

 

 

La Legge del Tre

(Liriodendro)

 

              

 

 

 

"Sono nata quattro secoli fa ..."

(La Grande Quercia)

 

                                    

 

 

 

La Vetrina in fondo al viale

(Acero Rosso)

 

                                        

 

 

 

Solo lo Scorrere dell'Acqua

(Pioppo di palude)

 

                

 

 

 

L'Essenza di Ogni Forma

(Querce, Salice, Pioppo, Platano, Ciliegio, Cedro...)


Dietro Ogni Forma

(Il Vuoto)


               

Quarzo Ialino


Quarzo Rosa


Ametista


 

 

La sto usando…

di C. C.

 

 

Shanti '07

 

 

occhi socchiusi

 

entro in silenzio

nel laboratorio

della mia anima

 

e lascio

che ogni sentire

sia la mia guida

 

ora

sono l’artista

dell’opera più bella

 

me stessa

 

 

Tengo la mia penna in un luogo protetto della casa, dove regna il distacco, il silenzio, la quiete.

L’ho liberata dalla sua confezione e ora è in posizione verticale con la punta rivolta verso l’alto. So che ha bisogno della luce del sole, di respirare l’aria che io stessa respiro, di essere sfiorata dal mio sguardo mentre compio i gesti della mia quotidianità.

L’ho fatta riempire con la corteccia di un vecchio albero amico, che spesso abbraccio e che so proteggermi da sempre.

Uso la penna in tutte quelle situazioni in cui l’ Io Sono chiede di potersi manifestare.

Uso la penna per inviare a distanza intenzioni, pensieri, rimedi, posizionandola con la punta rivolta  verso i testimoni.

Indirizzo la punta della penna verso un cartoncino con su scritta un’intenzione, come: ”Tranquillità durante il colloquio d’assunzione di… “, lasciandola per tutta la notte prima dell’evento.

Ho usato la penna come termometro, non per misurare la febbre, bensì per farla scendere.

Ho lasciato la penna con la punta rivolta verso un quarto di mela con l’intenzione di disidratarla, -mummificarla-.

Utilizzo la penna anche per giocare, aprendo piccoli varchi tra le nuvole o scegliendo una particolare carta in un mazzo.

Ho usato la penna sui coperchi dei barattoli di marmellata fatta in casa per assicurarne la conservazione.

La uso su prodotti alimentari acquistati in supermercato per privarli di ogni contenuto nocivo per la mia salute e caricarli di energia positiva e benefica per il mio organismo.

La utilizzo in caso di dolore, malessere, alterazione dell’equilibrio psico-fisico.

La uso per disegnare simboli Reiki direttamente sul soggetto o a distanza.

La uso per ogni malattia di piante da appartamento, di ortaggi o alberi da frutta.

La uso come scanner per leggere problemi di difficile soluzione.

Appoggiandone la base sul terzo occhio, pongo domande e attendo.

Apro e ripristino la corretta rotazione nei cakra maggiori e minori.

Intervengo su nadi e meridiani usandola come per agopuntura.

Effettuo con la base leggeri massaggi su contratture e irrigidimenti muscolari.

Quando sono triste la prendo in mano come un pennello e disegno cerchi nell’aria.

La uso per andare oltre i contorni delle persone o delle situazioni e per leggerne l’essenza, semplicemente indirizzandola verso una fotografia o uno scritto.

La uso come evidenziatore del legame che esiste tra me e tutto ciò che mi circonda, e percorro il filo di luce che vedo comparire.

La uso come traduttore universale nei dialoghi tra me e la piccola cinciallegra, tra me e il grande cedro, tra me e il sasso di fiume.

La uso per chiedere e per illuminare le risposte che già sono presenti intorno a me ma che sono nell’ombra, nascoste tra mille altre.

So che devo usarla, usarla e ancora usarla, so che devo -anche qui come per altre situazioni- raggiungere una sorta di massa critica per innescare una catena di eventi spettacolari ed è ciò che sto facendo ben sapendo che tutto potrebbe avvenire anche senza avere nulla tra le mani, ma così… mi sembra di avere una sorta di autorizzazione a procedere, ed è tutto più facile, molto più facile.

E poi, sapendo che questo è uno splendido gioco, mi diverto a giocare e a fare come se fossi… chi sono veramente.

 

 

Shanti '07

 

 

 

p.s.  Dimenticavo i bimbi...

(Rosa Chinensis con Quarzo Rosa in vetro, Rosa Complicata in plexiglass)